• Francesco Schiavi

Parliamo di traduzioni… poco azzeccate!

Come ben sappiamo, nel mondo della traduzione e della scrittura, non sempre testi e slogan riescono… col buco. Può capitarci di scrivere una copia poco accattivante o di realizzare una traduzione un po’ troppo letterale, che ha proprio il sapore di una traduzione.

A volte, però, vengono commessi errori così clamorosi (e di portata globale!) da essere davvero degni di nota. Può capitare infatti di scegliere un traduttore poco esperto, un team di marketing non particolarmente attento, et voilà, il passo falso è dietro l’angolo.




Sviste di un certo livello

Che sia necessario localizzare con attenzione ogni slogan, lo sanno bene i responsabili della pubblicità di KFC in Cina. Il marchio americano, famoso per il suo croccante pollo fritto, ha uno slogan riconoscibilissimo: “Finger-Lickin’ Good”. Secondo l’azienda, infatti, la loro specialità è buona da leccarsi le dita, ma, ahimè, negli anni Ottanta a Pechino sono comparsi molti cartelli in cui lo slogan cinese recitava qualcosa di simile a “Ti mangeremo le dita” o “Ti cadranno le dita”. Prontamente ritirato, lo slogan diventò virale anche in tempi in cui i social network non esistevano.


Non è andata meglio, dieci anni prima, ai pubblicitari della Ford. La casa automobilistica aveva infatti lanciato il modello Pinto in Brasile, senza però sapere che “pinto” è una parola utilizzata, nel linguaggio colloquiale, per indicare i genitali maschili. Tanto imbarazzo e poche vendite, così le auto sono state ritirate e il nome è stato prontamente cambiato.

Ancora una casa automobilistica è protagonista di un altro caso eclatante di traduzione – o meglio, mancata traduzione – poco azzeccata.


Ops... Questo è imbarazzante!

Mitsubishi approdò sul mercato spagnolo con la Pajero, ma fu costretta a cambiare il nome in Montero in tempi record. Il motivo? “Pajero”, in Spagna, è il termine con cui ci si riferisce agli uomini particolarmente avvezzi all’autoerotismo.


Molto imbarazzo anche per IKEA e la postazione di lavoro “Fartfull”, che se in svedese significa “a tutta velocità”, sul mercato inglese ha destato ilarità (“fart”, infatti, significa “peto”). E Mazda non si è mai tirata indietro, nei paesi dell’America Latina, con la sua utilitaria “Laputa”, nonostante il termine “puta” sia un dispregiativo per “prostituta”.


Morale della favola? A volte, meglio interpellare un consulente culturale e un buon traduttore per evitare spiacevoli incidenti!

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